Difficilmente decifrabile...

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·@mad-runner·
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Difficilmente decifrabile...
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<a href="https://pixabay.com/it/photos/auto-furto-ladro-irrompere-in-1590508/" rel="noopener">Immagine CC0 creative commons</a>

Questo che sto per raccontarvi è un fatto che risale ai primi anni '80, quando ancora c'era il mito dell'autoradio, e come tutti i miti anche lei era molto ambita, ladri compresi, che avevano una passione particolare per questo accessorio automobilistico, e lo avevano pure per una vettura in particolare, quella di un mio conoscente di allora, non posso dire amico perché prima di tutto era una persona un po' strana, dalla quale si tendeva a tenere le distanze, ma proprio sconosciuto del tutto non era, in quanto frequentava lo stesso bar in cui andavo io da adolescente...

Faccio un'ultima premessa, doverosa, necessaria perché quanto sto per raccontarvi può urtare la sensibilità di qualcuno, perché in particolare è descritta una frase che può far rabbrividire le persone con poco pelo sullo stomaco, io stesso la prima volta, ma anche adesso, che sentii questo racconto ebbi un attimo prolungato di gelo nelle vene...

Il periodo era più o meno questo, a cavallo del Ferragosto, quel ragazzo di allora subì una serie infinita di furti di autoradio, faceva fatica a passare una settimana dall'installazione di un nuovo apparecchio che puntualmente si presenta, soprattutto la notte, un ladro per effettuare il furto, non c'era nulla da fare, nessun antifurto poteva scoraggiare i malviventi dal fare quel classico movimento, mattonata contro il vetro anteriore destro, apertura della portiera, mano sotto al sedile anteriore destro (nel posto classico dove si metteva l'autoradio a quei tempi) e via con la refurtiva, anche lasciando le portiere aperte la mattonata arrivava ugualmente, perché ormai era uno standard, come un marchio di fabbrica...

Stanco, sfinito da quel continuo scempio, ideò un sistema per farla pagare cara, molto cara, al malcapitato malvivente che sarebbe finito sotto a quel trattamento...

Prese la misura della distanza tra i due binari in cui scorreva il sedile della sua vettura, tagliò un'asse di legno appena più grande di quella distanza, andò a conficcare tante lamette da barba nel legno, lasciando uno spazio di un centimetro circa una dall'altra, andando ad incastrare il tutto sotto al sedile destro della sua vettura, in modo tale che quando il ladro sarebbe penetrato nella sua vettura avrebbe buttato il braccio sotto il sedile, nell'andata si sarebbe infilato in velocità sotto, nel ritorno le lamette avrebbero fatto un disastro...

Raccontò il suo piano per qualche tempo, finché per qualche giorno non disse più nulla, poi riprese a parlare, dicendo che da qualche giorno *l'attrezzo era al suo posto...*

Mancavano un paio di giorni al Ferragosto di 41 anni fa, quando arrivando al bar aveva stampato in viso un sorriso beffardo, inumano, dopo qualche minuto, improvvisamente, iniziò a raccontare, senza che nessuno glielo avesse chiesto, quando era successo...

"Finalmente ieri sera ho sentito una botta, l'antifurto che partiva, ho iniziato a contare, uno, due, tre, non sono arrivato al quattro, ho sentito l'urlo di quel cane, ed ho goduto, perché quello per un pezzo non va più a rubare le autoradio..."

Subì diversi processi, per anni, non so alla fine come andò a finire, ma di certo fu una cosa molto strana ed ambigua...

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